
Teoria?
Ma se il modellismo è lavoro manuale e applicazione di tecniche realizzative, quale senso ha dsquisire sulla teoria?
E' invece importante puntualizzare alcuni aspetti squisitamente teorici della nostra comune passione, suddividendoli in capitoli di competenza.
PERCHE' SI FA MODELLISMO
Come avrete letto, il modellismo fa parte degl interessi della mia vita da circa quarant'anni, e questo interesse deve pur trovare una sua ragione specifica in qualche motivo psicologico.
Non voglio parlare della mia esperienza, ma voglio evidenziare quelle che - a mio parere - sono le spinte motivanti del nostro hobby.
Ritengo che, fondamentalmente, il modellismo tragga la sua raidce fondamentale dal gioco. Tutti noi, da bambini, abbiamo giocato con soldatini, piccoli carri armati ed aerei; simulavamo battaglie di cui eravamo generali, condottieri di piccoli eserciti che si scontravano al suono delle esplosioni prodotte dalla nostra bocca (bmmm... csss..cvcvcvcvc) in un susseguirsi onomatopeico di fucilate, mitragliatrici, cannonate, urla, e tutto ciò che la nostra fantasia mediava magari da film di guerra.
Le scatoline di soldatini Airfix in polietilene, e le mitiche bustine da 350 lire erano nuovi giocattoli; una volta assemblati con la (mitica) colla in tubetto (sempre Airfix) per i più evoluti (qualcuno provava a tenere insieme la plastica col Vinavil..), diventavano subito nuove armi da spiegare in nuove battaglie. I fumetti della collana SuperEroica erano la fonte di ispirazione, e quando lessi delle avventure di un equipaggio di Avro Lancaster marcato AR-G mi stupì trovare che la scatola Airfix riporduceva proprio il "g for george" del fumetto!! Solo alcuni anni dopo realizzai che molto probabilmente il fumettista aveva utilizzato la scatola Airfix come modello dal vivo da cui derivare i disegni del fumetto e non viceversa.. (non sorridete..prego!).
Personalmente, questo "background", insieme alla innata passione per il gioco della guerra, fu l'elemento escatologico della mia attuale passione per il modellismo, diventata ricerca storica, applicazione di tecniche di iperrealismo, e altro, ma che sotto sotto deriva dierttamente da quell'infanzia sognata e sognante che, ahimè, i giovani d'oggi non vivono più. E' vero, ad ogni generazione corrisponde un "mondo", ma fa un po' dispiacere vedere i negozi di modellismo ormai popolati da cinquantenni (più o meno) come me e non da ragazzini assetati di scatole da montare.
La generazione dei nostri figli è la generazione delle Play Station, del cellulare, del personal computer, dell'SMS e purtroppo la guerra è diventata la cronaca di tutti i telegiornali, combattuta da armi tecnologiche e da novelli mercenari al servizio del petrolio o di qualche ideologia.
Noi siamo cresciuti un po' più "pacifisti" forse proprio grazie allo "sfogo" della nostra naturale aggressività nei giochi di guerra immaginati e non nella vita reale vissuta. Ma qui dovrebbe dire la sua qualche bravo psicologo.
Comunque, dal gioco al modellismo il passo fu breve, e mentre fino all'adolescenza cercavo nei modelli di aerei e di carri ogni meccanismo che potesse rendere più vivo il gioco (carrelli retrattili, torrette girevoli, cingoli funzionanti ecc.) con l'arrivo della pubertà e con l'interesse in scala 1/1 per il gentil sesso, questo mondo sognante si tramutò in vero modellismo, quello della ricerca storica, del colore, della tecnica, della sfida a se stessi per migliorare sempre di più.
Oggi conservo intatto l'interesse suddetto in scala 1/1 mentre il modellismo è diventato il momento di relax da una giornata dura di lavoro. L'attimo in cui la mia mente si svuota dalle preoccupazioni e può sognare.
Ma aggiungiamo qualche considerazione meno personalistica e più generale.
Il modellismo è riproduzione della realtà in miniatura. Come tale, copre quasi ogni aspetto della miniaturizzazione. Si va dai nostri aerei, mezzi corazzati, navi, treni, figurini,auto (le riproduzioni più diffuse) fino alle armi in miniatura, alle costruzioni edili civili e militari, alle riproduzioni di qualsiasi cosa sia "miniaturizzabile".
Che cosa può essere, che comunque, ci spinge a riprodurre il mondo vero in piccolo?
Qualche psicologo ha detto che il modellismo nasconde addirittura una forma latente di delirio di onnipotenza; poter "possedere" in piccolo ciò che non si può possedere al vero (!!)
In realtà, credo che le motivazioni che spingono un modellista a creare piccoli capolavori siano perlopù di tipo storico, artistico, e di auto-realizzazione, nel senso che comunque, completare un bel modello, che soddisfi le aspettative di chi lo fa e che sia piacevole e incuriosisca l'osservatore, determina un piacevole stato di soddisfazione.
Mi piacerebbe che ognuno di voi analizzasse con serena autocritica il motivo per cui fa modellismo e me lo comunicasse per poter approfondire questa parte di sito.
Ci sono anche passioni specifiche, per l'aeronautica, per i mezzi corazzati, per forme originali di ricostruzione storica che spesso spingono il modellista a "creare" e a completare le proprie opere per compicersene. Questo sovente spinge a realizzare collezioni tematiche, che sono approfondite nella sezione specifica del sito.