Homepage                                                                                                    Supermarine Spitfire Prototipo

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Supermarine Spitfire Prototype,
The first of the many...

 

Quando, diversi anni orsono, mi trovai a sfogliare una copia rara - per quei tempi, parliamo degli anni '70 - della rivista Scale Modeler, mi attirò un articolo che riguardava la conversione dell'allora noto Spitfire IX della Monogram (carrelli retrattili, rivetti da rimorchiatore ecc..) nel prototipo K5054.
Il K5054 è il "padre" di tutti gli Spitfires. Nella sezione storica dell'articolo troverete i dettagli.
Mi colpì particolarmente la costruzione molto pulita e l'ingegnosità del modellista nel ripordurre l'originale elica bipala in legno. L'aveva riprodotta VERAMENTE in legno...
Inoltre mi colpì la verniciatura che appariva di un bel celeste pallido.
Lessi accuratamente l'articolo, seduto soseggiando una coca, sprofondato nel divanetto della mia camera da letto di ragazzino.
A quasi trent'anni di distanza, ho voluto realizzare il K5054, utilizzando un set di conversione in scala 1/32 della ottima Paragon Design, in resina.
Il set contiene tutto il necessario - tranne le decals che come vedremo sono diventate presto un problema - in resina, fotoincisione e capottina in vacuform (ahimè in una sola copia) trasparente.
In realtà le differenze più notevoli tra il prototipo K5054 e le sucessive serie MKI e MKV non son poi tantissime, cosa che prova la bontà del disegno aeronautico.

Innanzitutto, consideriamo il modello di partenza. Per realizzare il prototipo è necessario disporre del vecchio ma ancora valido Spitfire MKVb della Hasegawa in scala 1/32. Nonostante l'età e i difetti tipici di allora, e che oggi non sarebbero più tollerati (pannelli in positivo, imprecisioni negli alineamenti ecc.) il modello presenta forme quasi perfette se confrontato con i disegni forniti dalla Tamiya nel suo CD sullo Spit.

Ovviamente ho proceduto, all'inizio a livellare tutte le linee dei pannelli che sono state reincise correttamente con lo scriber.

Considerando le differenze tra il MKVb e il prototipo, è necessario apportare alcune correzioni.
Va, innanzitutto, asportato completamente il radiatore destro che viene sostituito dal radiatore fornito nel set di conversione.
A questo punto è necessario scegliere quale versione realizzare del prototipo, ossia se quella tutta in metallo naturale del Marzo 1936 o quella in grigio azzurro dei mesi successivi. La cellula è sempre la medesima, ma alcune differenze visibili contraddistinguono le due versioni della stessa cellula.

Io volevo realizzare il primissimo Spitfire, quello che uscì primevo dalle mani di Reginald Mitchell. Pertanto si deve optare per il taglio della deriva con la prima versione del timone di direzione che presenta il compensatore dinamico tagliato a 45° anzichè a 90° come in tutti i succesivi Spit.

Inoltre i carrelli erano privi di sportellini, che nella successiva versione del prototipo coprivano tutto il vano carrello.

Ho provveduto quindi a queste operazioni, così come ho provveduto a rimuovere e a sigillare ogni traccia di bocca da fuoco sulle ali, dato che il primissimo prototipo era assolutamente disarmato.
In realtà erano già stati predisposti gli alloggiamenti delle otto mitragliatrici, come si può evincere dalla presenza degli sportellini di ispezione sull'estradosso alare.

Bellissimi gli scarichi a tubo aperto del prototipo. Bellissimo anche lo spinner in resina con l'elica bipala.

COLORAZIONE:

Come ho già detto, ho voluto riprodurre il primissimo prototipo come appare in una foto famosa che riportiamo su questa pagina, e che ritrae lo Spit con il pattino di coda appoggiato su uno sgabello di legno, probabilmente per esigenze squisitamente fotografiche.
Dalla foto si evincono una serie di particolari sulla colorazione - se così si può chiamare - in quanto il prototipo del Marzo 1936 era completamente nei colori naturali, tranne proabilmente le superfici di comando che erano state ricoperte di Silver Dope come d'abitudine.
Ho quindi provveduto a verniciare il modello con diverse mani di argenti e allumini di diversa provenienza, per evidenziare, come si nota nelle foto, diverse pannellature.
Per la verniciatura di base mi sono servito dell'argento sintetico in bomboletta spray della ColorSpray, una ditta ormai sparita che produceva una tonalità di colore alluminio che non ho mai più ritrovato in vita mia. Peccato.
Il muso ha ricevuto due mani differenti sempre di spray argento da bomboletta.
Discorso a parte per l'elica, il cui spinner ha ricevuto una passata di spray chrome sulla punta e una finitura di bronze titanium nella parte intermedia.
Le pale dell'elica sono state dapprima verniciate in Flat Earth Humbrol, seguito da una mano di trasparente arancio della Tamiya. Il bordo d'entrata rinforzato è stato realizzato applicando il Bare-Metal foil chromed.

Tutto l'aeeo ha poi subito un trattamento col Future Floor, seguito dalla applicazione delle decals, che ho realizzato col computer e i fogli di decals fai-da-te della The Decal Paper Store (vedi recensioni).

Risultato abbastanza buono, anche se non proprio perfetto.

Lo sgabellino di legno è stato realizzato con listelli navali di legno vero.

Pietro Malaguti


Particolare dello sportellino

 


Interni

 


L'interno completo

 


L'interno completo

 


Vista generale

 


Paticolare dello sportello

 

 

 

 


Interni in lavorazione

 


Il cruscotto rifatto in scratch

 


L'interno completo

 


L'interno completo

 


Lo sgabelletto

 

 

 

 

 

n.b. questo modello è in vendita a € 200,00 - info scrivendo a modellismo@modellismo.org

 

 

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